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Welcome to Mulholland Peaks

Il rifugio degli internauti incompresi
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Sara

Benvenuto nel mio Spaces!
  • July 03 11:11 PM
    lascio un saluto
  • April 26 8:39 PM
    Ciao a tutti e grazie di cuore per i complimenti!!
  • April 24 2:48 PM
    heyla! ciao raffa! con piacere noto degli interessanti updates sul blog! brava, continua così A bocca aperta
    fabry
  • February 22 11:48 PM
    Ciao!Sono passata di qui :-) quindi ti lascio un salutino!
    a presto!
  • January 03 12:32 AM
    Bel Blog! Complimenti!
More...
May 03

Raffa si mostra in tutta la sua figosità (si fa per dire;-P)...


Ciao a tutti,
dopo svariati tentativi fatti con il telefonino, sono finalmente riuscita ad estrapolare qualche scatto decente per mostrare al mondo le mie inquietanti fattezzeCaldo... riuscendo a sembrare anche un pelino più figa di quello che sono, eheh!!!

Quelli di voi a cui già non piacerà la foto si regolino di conseguenza!!!A bocca aperta

Scherzi a parte, come vi dissi tempo fa, immagino che per i visitatori a volte possa essere irritante non vedere la faccia di chi scrive, anche solo per il desiderio di avere un "volto umano" di fronte (sia pur di fronte al monitor del pc) anziché un avatar fantastico, coi classici disegnini, cartoni animati, attori, etc.
Inoltre ho pensato facesse bene anche a me, tutto sommato, questo subitaneo accesso di autostima, speriamo durevoleAnimoticon!!!

Tolgo dunque Naomi Watts, ma non è detto che in seguito a proteste e/o malori da parte dei visitatori, non la rimetta come immagine del profiloA bocca aperta

Per il momento non mi resta che augurarvi una piacevole navigazione su "Mulholland Peaks"... alla prossima!!!

April 29

Dr House & Mr Laurie: il segreto del suo (loro) successo - Part 1


Salve, il mio nome è Hugh Laurie...

Ho 48, 45... 40 anni...

Sono un uomo...

Sono un attore, interpreto il dottor House...

Ciao!!! Sono quello che fa per voi...

Ho la faccia giusta, la voce giusta...

DAAAAAAAAA!!!!!” A bocca aperta

Mister Laurie?”

Ta-da-dan...

La selezione sarà durissima!


Guarda lo Spot Premium Gallery con Hugh Laurie


Ricorda qualcosa? ;)

Così recitava infatti un autoironico e simpaticissimo promo riguardante “Premium Gallery”, la nuova offerta televisiva delle reti Mediaset destinata al digitale terrestre, mostrandoci il burbero, cinico, irrispettoso, sfrontato ma geniale “Dottor House”, ovvero l'attore inglese Hugh Laurie, in veste insolitamente nervosa e insicura, alle prese con un importante provino. Chi già amava alla follia il “Dottor House” avrà senz'altro apprezzato il divertente spot, ma a quanto ne so, in alcuni casi è stato il promo stesso a “far breccia” nei cuori dei telespettatori che ancora non lo conoscevano o non avevano mai seguito la serie ideata da David Shore. Merito anche dell'ormai nota bravura dell'attore londinese Hugh Laurie, che nella vita reale - svestiti i panni del medico con il bastone, amante del jazz e musicista dilettante, ossessionato-innamorato del proprio lavoro - mi risulta sia una personcina gentile, “a modo”, timida, umile in modo quasi commovente ("Tutti loro [autori e sceneggiatori] lavorano incredibilmente sodo per farmi sembrare eroico e intelligente, e io non sono né l'uno né l'altro"), per certi versi molto diversa, per sua stessa ammissione, dal personaggio che gli ha regalato una celebrità senza precedenti: “Interpretare qualcuno che, in tutta franchezza, non sono, è davvero eccitante e liberatorio”, confessa. “Gregory House è un tiranno, mi ha trasformato in un pendolare con casa a Londra e lavoro a Los Angeles. Mi costringe a stare mesi lontano dai miei figli. Però, come i suoi pazienti, non posso che ringraziarlo perché mi avrà pure sconvolto l’esistenza, ma mi ha anche regalato un nuova vita: quella di divo internazionale di prima categoria”.

Riguardo al ruolo di un medico così anticonvenzionale, commenta: "Per me, è un eroe... Non è educato. Non è qualcuno che vorresti per forza portare a casa a conoscere tua madre. E' un tizio in cerca della verità. Guarda caso, quella verità che un giorno potrebbe salvare la tua vita, o quella di qualcuno che ami. E' questa la cosa eroica. Può essere una mia carenza, ma non lo vedo affatto come un gran bastardo".

"La perfezione è estremamente irritante. Il pubblico era pronto per un personaggio che non obbedisse alle classiche convenzioni della vita moderna".

Quando gli chiedono che cos'ha in comune con un personaggio come House, risponde: “Siamo entrambi autodistruttivi, anch'io ho sofferto di depressione. Sono sempre stato una persona insicura che si preoccupava di come il mondo lo vedeva e giudicava. Vorrei avere l'autostima di House. Vorrei riuscire a far tacere la parte della mia testa che mi fa vedere tutto nero, ma non ne sono capace. E House in questo mi assomiglia”. L'attore stesso si definisce un eterno scontento, con una personalità tendenzialmente cupa e solitaria quanto quella del suo personaggio: "Ho i miei momenti. Fin da quando ero ragazzo, non mi sono mai sentito molto a mio agio con la felicità. Troppo spesso accolgo introspezione e incertezza. Vorrei poter accogliere le cose buone". Perfino nel difficile rapporto col padre, Hugh trova analogie fra sé e House. L'attore inoltre è amante, come Gregory, soprattutto di tre cose: del buon cibo, della buona musica, e delle moto.

Con l'ormai celeberrimo dottor House, però, in comune ha anche la bravura nel proprio lavoro e il fascino indiscutibile (anche se io, come uomo, lo preferisco in versione “Laurie”, meno scapigliato e trasandato:-D, ma pure come Gregory inizia a non dispiacermi affatto, pur non essendo fisicamente il mio tipo... certo che con quegli occhi splendidamente azzurri...) Del resto, Hugh si mostra genuinamente sorpreso dai risultati di alcuni sondaggi secondo cui il pubblico femminile lo giudica più sexy e divertente di Brad Pitt!

Emma Thompson, con cui ebbe una relazione, ricorda Hugh in questi termini: “Era cupamente sexy, ma anche molto divertente, una specie di Indiana Jones”.

“Non avevo dubbi che lo show fosse buono”, ha raccontato l'attore, “ma non avevamo idea che avrebbe avuto tanto successo. Sapevo solo che volevo tantissimo quella parte.” E riguardo al successo della serie, ha esposto la propria teoria: “Quando ho letto il copione per la prima volta mi è piaciuta moltissimo l'indipendenza di House, è liberatorio vedere qualcuno che se ne frega di quello che pensa il mondo. Non cerca applausi, ma nemmeno critiche. È libero di andare per la sua strada, e credo che questa sia una cosa che in un certo senso tutti invidiamo. Certo non è un atteggiamento pratico: a volte è meglio mordersi la lingua e non dire quello che si pensa veramente. Se vivessimo una vita di pura verità ci trasformeremmo in psicopatici e la società non potrebbe esistere. L'autocontrollo è necessario. Detto questo, uno come House va bene in televisione. Se lo incontrassimo nella vita reale probabilmente verrebbe preso a pugni o messo in galera”.


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CHI E' HOUSE VERAMENTE?

La selezione, in effetti, è stata durissima (come recitava lo spot di “Premium Gallery”, girato insieme ad Uma Thurman, anche lei coi nervi a fior di pelle!). Ma non c'è dubbio che Gregory House, il dottore “acchiappa ascolti” più scostante e amato della tv, abbia passato le selezioni nel cuore dei telespettatori di tutto il mondo (ebbene sì, persino il difficile e volubile pubblico italiano), e da parecchio tempo. L'ottimo CineBlog (http://www.cineblog.it/, lo consiglio caldamente a tutti gli appassionati di cinema e tv) commenta: “Un successo così non si vedeva dai tempi de 'I segreti di Twin Peaks'”, con una media che va dai 4 ai 6 milioni di telespettatori per episodio.

Vi sarete chiesti infatti perché nella mia precedente panoramica sulle serie tv io non abbia menzionato il buon vecchio Greg. Non avrete mica pensato che me lo fossi dimenticato!A bocca aperta

Be', la verità è che lo seguivo già da tempo ma un po' temevo di incorrere nell'immancabile apoteosi gratuita nei confronti del “medical drama” più amato dagli italiani, e un po' forse non mi sentivo ancora pronta ad esporvi nel dettaglio pregi e difetti (sempre che si possano chiamare tali) di un prodotto senz'altro di grande qualità, giunto ora alla sua quarta serie (ma pare che in America si stia già preparando la quinta).

Ci mancherebbe, i gusti sono gusti e questa non è neppure la sede più opportuna per metterli in discussione (anzi... non ho tutta questa competenza e autorità XD): però, in mezzo a palinsesti sempre più “instabili” e affollati di reality, talk show, trasmissioni di dubbia valenza sociale e culturale (o, per capirci, semplicemente di dubbio gusto), in cui per fare audience tutto, ma proprio tutto, fa brodo (dalle baracconate più atroci alle disgrazie su cui si specula in ogni modo, fingendo una compassione e una solidarietà umana che evidentemente non ci sono), nella moltitudine imperante di buonisti, presunti “martiri”, filatelici e benefattori, è un sollievo vedere, per una volta, un prodotto così innovativo e ben fatto, che l'Italia per tante ragioni (spesso economiche, ma non solo) sembra non potersi ancora permettere (dai poveri registi costretti a girare i materiali più scadenti, passando per i poveri attori che molto spesso devono “abbassarsi” a recitare ruoli sempre più infimi, ma per fortuna non è sempre così).

Non pensiate però che io abbia seguito “House M.D.” (erroneamente tradotto come “House Medical Division”, mentre in realtà sarebbe “House Medicinae Doctor”, dottore in medicina, come si dice nei paesi anglosassoni) fin dal primo episodio, o che lo osanni per partito preso: al contrario, a suo tempo vedendo i promo di questo nuovo telefilm che veniva incensato a destra e a manca mi scocciavo alquanto ;) e pensavo: “Ecco, l'ennesima serie pseudo-medico-clinico-ospedaliera, che noia che barba che barba che noia”, “Bleah troppo asettica per me”, oppure “Che altro cercano di venderci stavolta”? E infine: “Ma chi è 'sto qua? Be', io non lo guarderò MAI!!!!!”

Erano le proverbiali ultime parole famose.

Continuai ad ignorare allegramente il telefilm, che nel frattempo faceva già ascolti record (una media di 5 milioni di telespettatori a sera), finché, facendo zapping (lo so dicono tutti così ma è vero:-P), piuttosto annoiata dalla pubblicità o da ciò che stavo guardando, mi sintonizzai su una delle repliche (ebbene sì, House aveva già l'onore di essere pluri-replicato in prima serata) della seconda stagione. Si trattava dell'intrigante episodio in cui un ragazzo si era ustionato durante un incidente in moto avuto per un misterioso malore, ma soprattutto in cui House cercava di screditare la tesi di un vecchio compagno di college (da cui peraltro aveva copiato, facendosi buttare fuori dall'università! Incredibile ma vero, persino il geniale diagnosta, rinomato a livello mondiale, a suo tempo era caduto in tentazione, cattivo Greg, cattivo XD)

Confesso che, seppur intrigata dalle vicende (House arrivava ad iniettarsi il farmaco testato in India dall'uomo per dimostrarne l'inefficacia, causandosi allucinanti emicranie e continuando a lavorare, elaborando diagnosi e “spingendo” al massimo i suoi tre infaticabili assistenti, poveri;-P), il suo cinismo e i suoi modi ben poco “carini” mi scioccarono alquanto per più di un episodio; e pur essendo io di solito fin troppo conciliante, remissiva, tutta gentile e pipppipì, credo che Greg non abbia fatto questo effetto solo a me!

Posso tranquillamente affermare anzi che il suo essere dichiaratamente “bastardo” e “manipolatore” mi ha spaventata per più di un episodio. La prima impressione che si ha di un personaggio del genere suppongo non sia buonissima; soprattutto vedendolo solo a metà della seconda stagione, pensavo che in sostanza fosse un uomo malvagio, privo di sensibilità e compassione, fondamentalmente disumano, nonché ai limiti della sociopatia. Insomma un personaggio “negativo” che vi sconsiglio tuttora di imitare ;) , almeno nel modo di porsi con le persone (se non volete evitare querele, arresti e denunce civili e penali in genere XD), ma non c'è dubbio che guardare (finalmente?) una serie in cui il protagonista sembra(va) così “bad” avesse il suo innegabile fascino.

Ma c'è di più: nel telefilm, la “Nemesi” da sconfiggere non è House, bensì il paziente. Sì, avete capito bene: “Tutti mentono. La variabile è su cosa”, commenta il buon Greg ai suoi assistenti, irritati o basiti dalle sue uscite al di fuori di qualunque norma civile... o anche solo del comune buon senso ;)

Il dottore è sarcastico, provocatorio, senza peli sulla lingua con chiunque, non si cura minimamente di ciò che pensano gli altri, dicendo tranquillamente ai suoi pazienti (che spesso, come pensa Greg, proprio degli stinchi di santo non sono) cose come “Lei è un idiota”, “Bugiardo”, “O fai così o muori”. Per non parlare di quando fa ampie, imbarazzanti allusioni, fondate o meno, e pesanti commenti sulla loro vita privata. Un esempio di dialogo con i suoi assistenti:

Cameron (riguardo al paziente del momento): “Non beve e non ha mai preso droghe”.

Replica di House: “Così dice lui/lei”.

Il suo motto – o uno dei tanti – è: “Preferisce un medico che le tiene la mano mentre muore o uno che la ignora mentre cerca di salvarle la vita? Certo non sarebbe un gran che avere un medico che la ignora mentre muore...”

Che a ben pensarci, tutto sommato, non è un ragionamento poi così campato per aria. Considerando gli innumerevoli casi di malasanità italiana, avere un medico come Gregory House in ogni ospedale sarebbe già un bel passo avanti. Specializzato in nefrologia e malattie infettive, House è, a detta dello stesso Foreman (uno dei suoi assistenti, specializzato in neurologia), “un bastardo manipolatore. Ma è anche il miglior medico con cui abbia mai lavorato”.

Gli viene dato spesso – a ragione??;) - dell'odioso cafone, maleducato, imbecille, etc. ma tanta “maleducazione”, vistosamente esibita in ogni episodio, non è gratuita. Gli spettatori più attenti, o che seguono la serie fin dal primo episodio - ma forse anche quelli occasionali - si saranno accorti che il medico alterna momenti di “buffoneria” e irriverenza ad atteggiamenti di tutt'altra fattura.

Esemplare il caso dell'episodio pilota (in italiano, “Una prova per non morire”), in cui si reca per la prima volta dalla sua giovane paziente solo quando la donna è gravemente malata e rifiuta ogni tipo di cura: vuole solo andare a casa per morire con dignità. L'atteggiamento di House nei suoi confronti è serio, pacato, quasi umile. Le risponde: “Si può vivere con dignità, ma non morire”.

Molti di voi ricorderanno invece il primo episodio della seconda stagione, che affronta con rara schiettezza e sobrietà il delicatissimo caso di una bambina di 9 anni, malata terminale di cancro, rivoltasi ad House per via di stati allucinatori incompatibili con la sua malattia. Sorpreso e scettico di fronte al coraggio e alla serenità della bambina, si recherà da lei solo quando riterrà che “ha il diritto di sapere cosa le sta succedendo e a cosa andrà incontro”, mantenendo un contegno di rara umanità e onestà verso la piccola paziente. Tratterà con grande rispetto (addirittura!) un vecchio collega che stima moltissimo (addirittura!:), contravvenendo persino alla richiesta dell'anziano medico, ormai gravemente malato, di non venire sottoposto a rianimazione (e oltrepassando ampiamente i limiti della legalità!). In altri casi, sarà più che semplicemente turbato dalla morte di alcuni bambini (si veda la sua espressione mentre esegue l'autopsia di un neonato), e insospettabilmente toccato dalla tenerezza di un bambino affetto da autismo, che per ringraziarlo di averlo guarito, lo guarderà in viso per alcuni secondi e gli porgerà il suo videogioco preferito (gesto di notevole rilevanza per chiunque sia affetto da questa patologia). In un altro episodio, si guarderà bene dal fare dell'ironia riguardo una paziente che ha subito una violenza sessuale e che accetta di parlare solo con lui. Mentirà anche, rischiando il tutto per tutto, alla Commissione Medica per assicurare un trapianto ad una paziente che non ne avrebbe avuto diritto. Da antologia infine gli spaccati di vita domestica insieme al dottor Wilson, trasferitosi da House durante la separazione dalla terza moglie. House sottopone l'amico a vari dispetti e piccole vessazioni, ma alla fine permette a Wilson di restare da lui più del previsto (uhmm... non sarà mica per gli squisiti manicaretti cucinati per sé da “Jimmy” e puntualmente divorati da Greg?!;-D)

Non voglio dipingervelo come un santone martire o un guru spirituale, però un altro “indizio” abilmente svelato dagli autori nel corso della serie riguarda l'infanzia di House, in particolare il rapporto dei genitori (a cui mente pur di non incontrarli): “Sembrano persone deliziose, non è vero?” dice a Cameron. “E lo sono. O almeno, lei lo è. Ma io odio lui”, riferendosi al padre, che come scopriremo, da piccolo lo sottoponeva a punizioni severissime (non vere e proprie violenze, non fisiche almeno) e non ha alcuna stima di lui. Non che questo lo giustifichi, ma se non altro sembra spiegare in parte molti degli atteggiamenti del Gregory adulto. Fra tutti, la sua conclamata asocialità, il suo ammettere di essere un eterno infelice (“Lo scopo della vita non è essere felici, ma cercare di ridurre l'infelicità al minimo possibile”), e forse persino la sua dipendenza dal Vicodin (lui stesso ammette di esserne assuefatto), potente antidolorifico a base di codeina – un oppiaceo – che gli allevia gli atroci dolori alla gamba ma lo rende anche, parole sue, “un drogato”.

Eppure, non è un segreto che riesca ugualmente a svolgere in modo egregio il proprio lavoro (collezionando diffide e battibecchi vari con chiunque!), spessissimo salvando i suoi pazienti in extremis e giungendo alla diagnosi corretta quando nessun altro ci era riuscito. Non perché tenga ai suoi pazienti, ma perché desidera “sconfiggere la malattia”. Egli stesso dichiara: "Sono diventato medico per curare le malattie, non i pazienti".

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E con gli affari di cuore? Be', quando non si rende detestabile ;), il nostro Greg sfoggia un lato di sé piuttosto leggero e scanzonato, ma anche vulnerabile.

[SPOILER] Alla fine della prima stagione, conosceremo la sua ex compagna, Stacey, interpretata da un'ottima Sela Ward (Stacey e House si lasciarono per contrasti avuti in seguito alla diagnosi errata e all'intervento sulla gamba, che lo renderà zoppo e gli provocherà dolori cronici), e durante un flashback gli sentiremo dirle addirittura “Ti amo” (del resto, aveva convissuto con lei per ben 5 anni). Stacey gli chiede un consulto riguardo all'attuale marito, Mark: House dapprima rifiuta, ma poi arriverà persino a drogarlo per poterlo ricoverare!

Farà di tutto per riconquistare Stacey, peraltro risolvendo brillantemente il caso del marito, ma poi le spezzerà il cuore lasciandola andare: “Sarà più felice senza di me”, dice all'amico Wilson, che non per la prima volta gli risponde: “No, l'hai fatto perché a te piace soffrire”. In realtà, House sembrava molto preso da Stacey, al punto da architettare svariati stratagemmi pur di vederla e di “mettere il dito” fra lei e il marito Mark, temporaneamente costretto su una sedia a rotelle, proprio come lo fu House ai tempi dell'ischemia alla gamba. Apprendiamo inoltre che quando Stacey lo lasciò, House era “distrutto” (parole dell'unico, ma vero amico di House, l'oncologo “Jimmy” Wilson, che in quell'occasione ha dovuto “raccogliere i pezzi” e stare accanto a Greg).

Come non citare inoltre la profonda infatuazione (contraddizione in termini, ma credo ricambiata) della giovane e bella immunologa Allison Cameron, innamorata di lui fin dalla prima stagione... e nonostante Cameron neghi il contrario, nella quarta capiamo da un suo clamoroso lapsus che lo è ancora! :)... Ora però Cameron è fidanzata con il bel biondino, Robert Chase, specializzato in cardiologia, anestesia e rianimazione, anche lui ex assistente di House, il quale ha sempre scoraggiato (almeno in superficie) qualunque coinvolgimento sentimentale con Cameron (anche se nella terza stagione ricambia un suo bacio!). Sigh sigh, io come molti fan ero dispiaciuta, ma a rigor di logica credo che portare la loro relazione ad un simile livello avrebbe tolto magia e interesse alle vicende, oltre ad essere decisamente poco professionale e a gettare troppo scompiglio nell'equilibrio del “quartetto” capo-assistenti (si vedano gli albori della relazione fra Cameron e Chase).

Non credo sia un caso comunque che poco dopo la (seconda) dipartita di Stacey, vediamo Greg in compagnia di un'avvenente prostituta. Certo molto meglio di una sfrontata (!) fighetta 17enne da cui si era fatto imbambolare in modo vergognoso (l'unica volta forse in cui mi è “scaduto”, invece di quando insulta i pazienti o fa basse allusioni sulla Cuddy ;) finché non si scoprirà che la ragazza era affetta da un certo fungo, anche se io sospetto fortemente un caso di grave ninfomania e chissà quante malattie veneree (sì ok, sono gelosa :)... A parte questo, trovo che, per quanto misantropo e “irritante”, Greg si meriti decisamente di più. Lo vedevo però bene con la simpaticissima nonnina affetta da sifilide;-P, con cui peraltro il dottore fu molto gentile.

Del resto, House in più di un'occasione ha dimostrato di non essere affatto insensibile al fascino femminile: però cara Tredici, vola basso e non te la tirare più di tanto... gli do giusto il permesso di stare con Cuddy, Stacey, Cameron, e BASTACaldo: donne forti, belle, intelligenti, sensibili, come piacciono a lui. Ma per la “bastarda tagliagole” (povera, dai!) Amber farei un'eccezione eheh... A casa tutte le altre:)

Nella quarta stagione lo vediamo particolarmente “confuso” da tutte queste bellezzeLinguaccia, tanto da mettere in dubbio la propria capacità di giudizio nei loro confronti. “Tutti gli uomoni sono così”, lo rassicura Wilson, ma House ribatte: “Io non sono tutti gli uomini. Cameron era in gamba”, aggiunge. “Ora non lo so più”, dice ridendo Wilson, dopo aver visto le avvenenti Tredici, la dottoressa della CIA e Amber.

Il fatto grave è che, a mio avviso, in questa quarta stagione l'autocritica di House sia purtroppo motivata: per esempio, assume Tredici dopo che lei il primo giorno gli ha praticamente ucciso un paziente (il che può succedere, e forse succede, a qualunque medico... si vedano il caso di Chase, e l'errore di Foreman), però manda via gente che neanche conosce dopo neanche un'occhiata, infine licenzia Amber perché lei gli ha detto “I vincenti sorridono sempre”. Tredici è senz'altro un buon medico, ma, almeno per ora, non credo all'altezza di Cameron, e forse neanche di Amber. La sua perla di saggezza, che forse poi così geniale non è (“La droga è sempre sintomo di qualcos'altro”), non mi sembra giustifichi pienamente tutta l'ammirazione di House, mentre mi è piaciuto molto di più il discorso fatto dalla ragazza riguardo al desiderio di restare all'oscuro del proprio stato di salute, sebbene non lo condivida. Infine, la stessa Tredici è ricorsa ad uno stratagemma per visitare House, drogandogli il caffè, e lui non ha avuto nulla da ridire: mentre Amber (che ok, come personaggio mi piace di più, se non altro per la sua schiettezza e ambizione, ma anche per l'inaspettata fragilità che è emersa da alcuni suoi comportamenti) è stata soprannominata “bastarda tagliagole” dopo mezzo secondo, e si noti che non ha “costretto” con la forza una trentina di specializzandi ad andarsene... effettivamente subdolo il trucchetto del guinzaglio del cane nei confronti di Tredici, però suvvia, che un medico per quanto turbato si metta a credere ai fantasmi e ci caschi così come una pera... Sia chiaro, nulla invece contro l'interprete di Tredici, Olivia Wilde, che peraltro avevo già visto in O.C (prima come ragazza di Seth, poi di Marissa per un breve periodo), purtroppo però mi sembra che, almeno per ora, il suo personaggio abbia perso gran parte dell'allure e delle potenzialità che sembrava avere all'inizio (risolto un po' troppo in fretta il “mistero” che la riguardava, in modo piuttosto raffazzonato per gli standard della serie, e quanto è verosimile che House tenga un elemento così potenzialmente instabile nel suo team? Ricordiamoci che gli esami di Cameron li aveva letti senza neache chiederle il permesso...)

Mia gelosia a parte ;) non so quanto sia verosimile neppure che lo scontroso medico, grande diagnosta, colto e persino più intelligente di quanto non dia a vedere (si veda ad esempio come, sempre senza peli sulla lingua, “psicanalizza” le persone, a modo suo naturalmente, ma spesso ci azzecca pure lì!) si faccia abbindolare come un qualunque idiota dalla prima donna attraente che vede, tanto più che quando ci si mette, sa far strage di cuori (non sempre da lui ricambiate) non solo all'interno del telefilm... che House abbia delle debolezze (alcune legittime, altre forse oggettivamente meno, il che peraltro è nella sua natura e in linea con il personaggio) è uno dei motivi per cui gli spettatori lo amano tanto: non siete stanchi anche voi di vedere sempre personaggi perfettini, puniti ingiustamente dal destino, etc., buoni, belli, bravi, insomma ben poco credibili? Il “lato oscuro” di House è uno dei tanti motivi di successo della serie, ma per farci ammirare ancora di più l'inusuale medico, non c'è davvero bisogno di fargli perdere la testa per chiunque si trovi davanti...

Ad un'ottima quarta serie si aggiungono comunque alcune perplessità dei fan riguardo al ruolo dei tre nuovi specializzandi, Tredici, Taub e Kutner, che pian piano sembrano quasi voler “sostituire” gli insostitubili Foreman (ancora presente nel team, anche se con un ruolo ben diverso), Chase e Cameron (che, ahimè, si sono visti sempre meno in questa quarta stagione, e so di non essere l'unica a sentirne la mancanza). Ci si chiede, giustamente, se gli autori abbiano sconvolto tutto per poi far tornare tutto più o meno come prima, il che non avrebbe alcun senso e stonerebbe non poco con una serie che, parola mia, pur avendo guardato senza preoccuparmi del perché e del percome, senza farmi troppe paranoie, ha sfornato tre stagioni tutte di livello altissimo, una più equilibrata e avvincente dell'altra, più una quarta che ha avuto, e avrà, picchi notevoli.

A presto su queste pagine la seconda parte dedicata a questo stupendo telefilm!Caldo

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Nel frattempo, per maggiori dettagli, recensioni e informazioni sui dvd, vi rimando all'eccellente sito MyMovies.






April 23

"INNERSIDE", il nuovo album del duo belga Lunascape

CD – RECENSIONI

Innerside / Outside”, il nuovo album dei Lunascape


Le due (e più) facce del suggestivo duo belga, giunto da poco al terzo disco di inediti


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Kyoko Baertsoen (voce) e Walter Hilhorst (chitarre e programming) sono tornati. Ad alcuni non importerà un bel niente, ma per altri – me compresa – si tratta di un piccolo evento.

Chi stava già esclamando “E chi so' questi?”, purtroppo non ha tutti i torti, in quanto il loro nome, fino a un annetto fa, era sconosciuto anche alla sottoscritta. Insomma, per chi non li conoscesse (in Italia e non solo, per sentire musica “di nicchia”, o semplicemente di un certo spessore, il più delle volte bisogna fare i salti mortali), una premessa è d'uopo.

Se invece desiderate leggere subito la mia recensione di “Innerside / Outside”, slittate al paragrafo omonimo.


KYOKO BAERTSOEN: prima dei Lunascape

Correva l'anno 1997 quando a Kyoko Baertsoen, attrice e vocalist, enigmatica e talentuosa, venne offerto di sostituire la cantante di un gruppo “collega”, formato da connazionali, che aveva mietuto successi e raccolto ampi consensi di pubblico e critica con l'album “A New Stereophonic Sound Spectacular”: come molti di voi avranno capito, si trattava degli Hoover, diventati poi Hooverphonic. Il loro fondatore, Alex Callier, aveva conosciuto Kyoko alla scuola di cinema, e le propose di diventare la nuova lead singer del gruppo: decisamente un'offerta che non si poteva rifiutare ;) ... e che ben pochi si sarebbero lasciati sfuggire!

Kyoko intraprese con la band il tour del '97, sostituendo Liesje Sadonius e scrivendo anche delle canzoni con Alex (una credo proprio sia “Tuna”, inclusa in “Blue Wonder Power Milk” degli Hooverphonic).

Tuttavia, come saprete, le cose sono andate diversamente. Infatti, la vocalist definitiva degli Hooverphonic – e non per mancanza di talento da parte di Kyoko - sarà Geike Arnaert... e il resto è storia nota. O no? Continuate a leggere...


REFLECTING SEYELENCE”, il cd dell'agognato debutto

Certo non è da tutti abbandonare le luci della ribalta, e una band di tutto rispetto, per inseguire i proprio sogni; ma Kyoko aveva intrapreso da tempo il progetto di un duo insieme a Walter Hilhorst, chitarrista, programmatore e co-autore di musiche e testi.

Ci sarebbe però voluto molto tempo (quasi 5 anni), e un'etichetta indipendente fondata da loro stessi (la Noir Records), per poter finalmente assaporare la loro musica: facendo in pratica tutto da soli (molto bene, bisogna dire), nel 2002 pubblicano il loro disco d'esordio, “Reflecting Seyelence” (sì, scritto così).

L'album risente fortemente delle influenze di band affini quali Massive Attack, Portishead, gli stessi Hooverphonic etc., ma evidenzia già alcuni caratteri inconfondibili del duo: arrangiamenti ambient, electro / dream pop, trip hop, minimalisti quanto azzeccati, testi criptici e intriganti quanto basta, ma soprattutto la voce straordinaria di Kyoko, che ha sollevato autorevolissimi paragoni con vocalist del calibro di Dolores O' Riordan (The Cranberries), Bjork ed Elizabeth Fraser (Cocteau Twins)... mica robetta! ;) Difficile in ogni caso non restarne colpiti, tanto che, pur amando moltissimo la voce di Geike Arnaert, mi sono chiesta spesso come fossero o sarebbero stati gli Hooverphonic insieme a Kyoko.

Ora, tuttavia, non rimpiango nulla, e non credo di essere l'unica.

Il cd di debutto ha un sapore trip hop-elettronico, molto d'atmosfera, e raggiunge picchi altissimi quali l'acustica “Dream Scenario” (per chitarra e voce, degna dei migliori Julee Cruise e Angelo Badalamenti), “Inferno” e “Love Leather” (evocative e struggenti, al punto da ricordare i migliori Cocteau Twins), la lirica “Lane Navachi” (inclusa nella colonna sonora di “Haunted Castle” 3D).

La ballata “Tears from the Moon” (che mi piace ma non considero uno dei loro pezzi migliori in senso stretto, anche se l'interpretazione vocale di Kyoko è di notevole duttilità e rende il pezzo decisamente particolare) si imporrà come uno dei loro brani più famosi, tanto che Sindead O' Connor ne inciderà addirittura una cover (bella, ma credo comunque non all'altezza dell'originale).

Su YouTube potete vedere i video girati dai Lunascape, per esempio quello di “Tears on the Moon”:

Guarda il video di Tears From The Moon


In “Reflecting Seyelence” non mancano pezzi più movimentati come la concitata “Yairo”, oltre a brani dissonanti e sperimentali come “Sin for me” e “My 2nd Skin”.

In conclusione, “Reflecting Seyelence” è un buon album, anche se non altrettanto originale e d'impatto quanto i cd dei già affermati connazionali belgi, che avevano spopolato con singoli del calibro di “2Wicky”, “Inhaler”, “Eden”, “Jackie Cane”, “Mad About You”, “Out Of Sight”. Si tratta però di un lavoro nel complesso ben bilanciato, che contiene alcune delle canzoni migliori di Walter e Kyoko.

In patria il nome dei Lunascape comincia a circolare, ma lo scarso supporto da parte delle case discografiche e la mal gestita distribuzione non contribuiscono ad accrescere la loro fama.


MINDSTALKING”: il secondo album (HIGHLY RECOMMENDED!)

L'album successivo, “Mindstalking”, esce nel 2004: a mio avviso, si tratta finora del loro lavoro migliore, un piccolo (grande) capolavoro, che riesce a demolire gli ultimi ingombranti paragoni con illustri maestri / predecessori / contemporanei grazie ad uno stile sempre più personale, e contiene canzoni splendide, alcune delle loro più belle di sempre.

Il singolo di lancio, “Mindstalking”, è tanto orecchiabile quanto ipnotico e irretisce non pochi ascoltatori, grazie soprattutto alla prova vocale di Kyoko e ad un refrain davvero “ossessionante”... provare per credere! Su www.lastfm.it, potete ascoltare per intero "Mindstlaking", "Lane Navachi", "Sos Planet".

Anche il video del pezzo non è niente male:

Guarda il video di Mindstalking

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Altri brani di punta del cd sono “Praise Me”, mozzafiato, la commovente “Masquerade”, la melanconica “Daydream History”, e il rock suggestivo di “Right to be Wrong”, mentre “Perfume Recalling” è un sublime capolavoro, tenera e rarefatta.

Da segnalare poi la trascinante, apparentemente tradizionale ballatona “Mute Emotion”, e l'acustica “Nude Nature”. Ancora una volta, la partecipazione ad una colonna sonora: “Sos Planet” viene inclusa nella soundtrack dell'omonima pellicola 3D, ma il duo incide anche il singolo “Raven Star” per la raccolta “Where's Neil When You Need Him?” in onore dello scrittore Neil Gaiman.


REMINISCENCE”, la consacrazione oltre i confini belgi

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Nel 2005, il duo pubblica la raccolta “Reminiscence”, pensata principalmente per il pubblico europeo e statunitense, contenente pezzi tratti dai primi due album e gli inediti “Carolyn” e “Severed Heart”. Io li ho conosciuti proprio grazie a questa raccolta, comprata praticamente a scatola chiusa se si eccettua l'ascolto preliminare del singolo “Mindstalking”, che prima mi piaciucchiava così così e poi ha finito con l'ossessionarmi :-)... “Reminiscence” risente inevitabilmente della mancanza di molti dei loro pezzi migliori, ma è senz'altro un ottimo punto di partenza.

La raccolta evidentemente ha ottenuto l'effetto sperato, perché i brani dei Lunascape vengono finalmente resi disponibili su iTunes (sì, anche in Italia!) e si fanno sempre più insistenti le voci riguardo ad un nuovo album che, dopo alcuni slittamenti, vedrà la luce (e le manine impazienti dei fan!) il 28 febbraio 2008.


“INNERSIDE / OUTSIDE”, il terzo album di inediti

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Prima della mia recensione, alcune precisazioni:

  1. L'album vero e proprio è costituito da un solo cd, “Innerside”. Un secondo cd, “Outside”, fa parte dell'Edizione Limitata (che quindi è un doppio cd).

  2. E' possibile ascoltare l'album in streaming sul sito ufficiale dei Lunascape, www.lunascape.net.

  3. Potete acquistare l'album anche on line, per esempio su iTunes.

  4. Il singolo di lancio dell'album è “Surrender”, acquistabile sempre su iTunes. Se non li conoscete e prima di comprare un cd intero volete sentire qualcosa di loro, vi consiglio caldamente questo pezzo!


Ecco la scaletta dell'album:


“INNERSIDE”


  1. Outside

  2. Prophecy of doubt

  3. Surrender (Fikken soundtrack 2008)

  4. Burden of beauty

  5. Counterclock desire

  6. Into the core

  7. Truth or dare

  8. Simplify me

  9. Electro love

  10. United brands

  11. Chemical lingo

  12. Shimmering sun



“OUTSIDE” (Bonus Cd)


  1. Raven star (Neil Gaiman track 2005)

  2. Secret lies (Fikken soundtrack 2008)

  3. Burning circles (Fikken soundtrack 2008)

  4. Mesmerizing chemistry (Fikken soundtrack 2008)

  5. Renegade (Fikken soundtrack 2008)

  6. Limousine affair (Archangel mix 2002)

  7. Eyesore (2002)

  8. Dark eyes (2002)

  9. Divine filigree (2001)

  10. Lothario (1997)


Avvertenza: considerate questa recensione come spassionata e non “definitiva” :-) soprattutto perché finora ho ascoltato l'album per intero (ben 22 pezzi) solo un paio di volte, e stranamente negli ultimi tempi sembro avere difficoltà ad apprezzare subito alcuni cd, persino quelli che aspettavo di sentire da tanto, come questo... per cui abbiate pazienza ;) e prendete la mia recensione (che comunque non sarà negativa) con le dovute... pinze, tenendo in conto che potrei ritrattare eventuali giudizi tiepidi quando avrò “assimilato” per bene il cd.

La musica dei Lunascape, lo ammetto, non è così accessibile come si potrebbe pensare leggendo magari questo post. Se non amate il genere ambient / dream pop / trip hop/ elettronico, con varie influenze pop, soul e rock, è probabile che non vi piacciano “al volo”, proprio come accadde a me che pure non ero digiuna dei suddetti, anzi.

Infine, è probabile che dopo un album che ho amato tanto come “Mindstalking” sia... il diluvio ;) ma a dire il vero, le splendide canzoni non mancano neppure in “Innerside”.

Al contrario. Le belle canzoni ci sono, e sono belle veramente.

Partirei dal singolo di lancio, “Surrender”: mai singolo fu più galeotto. Dopo una intro semplice, ma intensa, per pianoforte, parte il brano vero e proprio, in un crescendo mozzafiato che culmina in un refrain trascinante, dominato dalla voce di Kyoko e dagli archi (che in quest'album giocano un ruolo piuttosto importante). Da notarsi come gli arrangiamenti apparentemente scarni e minimal siano costituiti in realtà da una discreta, ma attenta, amalgama di elementi (batteria, chitarre, tastiere, pianoforte, archi, sintetizzatori, etc.)

Descrivervi l'album canzone per canzone sarebbe troppo lungo e forse toglierebbe un po' di magia alla loro musica, che non manca certo di atmosfere e suggestioni, per cui mi limiterò (sì, avete capito bene :) li-mi-te-rò) a segnalarvi i pezzi che – finora – mi sono piaciuti di più o mi sembrano particolarmente degni di nota:


  • “Outside”: un'azzeccata opening track, il cui unico neo sta forse nelle lyrics (che, stranamente, sembrano il punto debole di quest'album), lyrics forse un po' abusate (“Outside you are lying / But inside you are dying”), compensato però da un ritmo ipnotico e dal connubio fra voce e strumenti.

  • “Truth or dare”: enigmatica ma accessibile al tempo stesso, piuttosto ritmata.

  • “Simplify me”: eccezionale ballata in puro stile Lunascape, scarna ed evocativa, schietta e diretta nella sua (anche qui, eccessiva? Voluta?) semplicità, che culmina in un delizioso refrain fatto di sussurri, bisbigli ed archi.

  • “Chemical Lingo”: molto intrigante ed enigmatica...

  • “Electro love”: il titolo mantiene ciò che promette, anche grazie all'ausilio dei sintetizzatori e delle chitarre.

  • “Renegade”: curiosa, enigmatica, quasi cantilenante, lirica, simile per certi versi ad un motivo tribale... caso eccezionale, nel refrain la voce di Kyoko è accompagnata da una voce maschile (Walter Hilhorst?).

  • “Limousine Affair”: versione remixata della b-side. Eterea, misteriosa, sognante.

  • “Eyesore”: orecchiabile, in vago sapore Cranberries, ma solo apparentemente mainstreaming e “tradizionale”, un altro dei pezzi più interessanti e avvolgenti del cd

  • "Dark Eyes": uno dei pezzi più cupi e introspettivi dell'album.
  • “Surrender”: vedi l'apoteosi fatta sopra :) Se il sintomo persiste, consultare il medico.


Alcune loro atmosfere, lo ammetto, sono forse troppo rarefatte e sperimentali persino per me (ad esempio non amavo molto pezzi pur apprezzati come “Your Shadow” e "Mourning Star"). Molte delle canzoni che vi ho elencato devo riascoltarmele meeeeglio pure io :) anche se senz'altro meritano la dovuta attenzione. Quest'album, almeno per me, potrà non essere all'altezza dei precedenti, ma questo non significa che non sia di qualità.

I punti deboli che ho riscontrato finora – forse solo apparenti e dovuti anche alla copiosa, e ben venga, quantità di materiale – sono di per sé piuttosto insoliti per i Lunascape, almeno per come li conosco e ho imparato ad apprezzarli io.

In più di un caso le liriche mi sono parse un filo scontate, rispetto alla schiettezza e intelligenza di molti loro pezzi. Non che si debba eguagliare per forza i sonetti di Shakespeare (anzi, la bellezza dei testi dei Lunascape spesso sta nella loro semplicità), ma la mia impressione iniziale è che i testi, per la prima volta, non fossero sempre molto ispirati. Ma dopotutto, potrei sbagliarmi, anche se qualche cliché in meno avrebbe giovato (e ne ho trovato più di uno). Le note sono solo sette, ma le parole?;-) Con questo non voglio dire che i Lunascape siano messi peggio di altri, anzi: gli esempi “pietosi” di testi italiani e stranieri scritti coi piedi sono sotto gli occhi di tutti...

Superfluo ribadire che – ok, poi la smetto – la musica dei Lunascape mette giustamente in risalto, per prima cosa, le eccezionali doti vocali della cantante: in questo cd però – eresia, soprattutto se detto da me, che adoro la voce di Kyoko – forse vi si punta troppo, lasciando in secondo piano tutto il resto, tranne forse gli archi, dando una certa impressione di omogeneità e ripetitività, inedita per i lavori normalmente molto eterogenei dei Lunascape. Altre volte invece si ha la sensazione (di nuovo, ben insolita) che alcuni pezzi siano più un “riempitivo” che altro, come se i Lunascape avessero “distribuito” il meglio su 20 canzoni anziché farne, che so, solo una manciata davvero superlativa: alcune delle canzoni migliori si trovano comunque nel "bonus cd" della Limited Edition. Devo essere sincera, molte delle canzoni – per ora – non mi colpiscono come quelle degli altri dischi, ma si sa che quando si aspetta tanto una cosa e alla fine si riesce ad averla, ci si può sentire delusi senza un “vero” motivo;-)... non escludo quindi di potermi ricredere con i successivi ascolti. O semplicemente, i Lunascape hanno fatto un cd che non è molto nelle mie corde, ma di cui io stessa riconosco la qualità.

Si tratta, in ogni caso, dell'ottimo disco di un'ottima band che sembra avere ancora molto da dare, oltre a tutte le belle canzoni composte finora.

“Surrender”, “Outside” e “You Simplify Me” mi hanno davvero emozionata e ossessionata: ma già mi viene voglia di riascoltare anche il resto... a voi no?:-)


Un caloroso saluto a chi ha avuto la pazienza e la buona volontà di leggere fin qui! Spero di avervi invogliato almeno un po' a conoscere questo eccellente duo belga. E se siete ancora scettici, sentire per credere...


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Ciao a tutti e bentornati su queste pagine!

Non vi biasimo se non mi avete fatto visita molto spesso, io stessa avevo confessato di prendere questo blog un po' “sottogamba”, o meglio, non ritenevo umilmente di avere (ancora?) molto di interessante da offrirvi. Vi confesso che mi preoccup(av)o - in modo quasi maniacale ;) - di scriverci solo cose “ponderate”, buone, decenti, quantomeno “passabili”, piuttosto che sfogarmi abbastanza liberamente come forse si dovrebbe fare in un blog. Anche per questo sono stata piacevolmente e doppiamente sorpresa e lusingata dai commenti ricevuti ai miei post, e vi ringrazio di cuore per l'affetto dimostratomi.

Chiedo perdono per la lunga assenza ai miei (pochi ma buoni!:) “afichonados”, ma le idee e l'ispirazione (quella “pura”, vera, immediata e travolgente, che persino gli scrittori più affermati ammettono di aver conosciuto pochissime volte o per brevissimi attimi durante la loro carriera) si sa, sono birichine;-), prima ti abbandonano per mesi (nei casi più gravi anche per anni), e poi un giorno, proprio quando meno te l'aspetti, ritornano (o arrivano) tutte insieme (e ben vengano!!!).

A me è successo un po' così, e anche se spero di non tediarvi troppo, cercherò di esporvele nel modo migliore e più spontaneo possibile, cercando di moderarmi ma anche di non “frenarmi” così tanto come in passato (perché se il blog dev'essere terapeutico e liberatorio come mi ero auspicata, bisognerà pur sciogliersi un po', sempre senza eccedere ovviamente). Trovo difficoltà a raccontarvi un po' di me a livello personale (qualche maligno starà esclamando: “Un bel chissenefrega, lo vogliamo dire?!” XD), ma spero che le mie passioni incontrino, o possano incontrare, le vostre.

Tenete presente che non pretendo di “dettare legge”, imporre le mie idee o simili, ma semplicemente di “parlare in libertà” con voi di argomenti che spero vi interessino quanto me, in maniera “terra terra”, o se preferite, a misura d'utente, con un linguaggio spero chiaro e accessibile, senza troppi fronzoli e tantomeno tecnicismi. Vorrei però anche andare oltre gli schemi un po' semplicistici e sintetici dei primi post:-), offrendovi, ogni qualvolta la bisbetica Dea Ispirazione viene a farmi visita, qualcosa di più dettagliato e approfondito (per esempio recensioni di film, dischi, schede di software, siti Internet, programmi televisivi, etc.).

Che dire, allora?:-) Siate pazienti, indulgenti e... buon divertimento!

Auguro a tutti una piacevole navigazione su “Mulholland Peaks”.




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